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POESIA E ARPA AI MUSEI

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monica_micheli_b.jpgVenerdì 27 giugno 2014
MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA - PESARO

Venerdì 27 giugno alle ore 21.15 (ingresso libero), il cortile di Palazzo Mosca sarà animato da Le voci di una mano - serata per poesia e arpa. Dialoghi e letture con Franca Mancinelli condotto dalla giornalista Simonetta Marfoglia.

La poetessa Franca Mancinelli presenta i suoi testi poetici tratti da Pasta Madre (Nino Aragno 2013) e Mala kruna (Manni, 2007), oltre ad alcune Prose inedite, e la parola scritta prenderà voce con letture a cura di “Mano di parole” - Olimpia Bassi, Lucia Gasparini, Silvia Melini, Claudia Rondolini, Gigi Sica - gruppo di "lettura espressiva ad alta voce" formatosi con Lucia Ferrati.

Le dolci note di Monica Micheli all’arpa faranno da intermezzo musicale in dialogo con la narrazione in una suggestiva atmosfera.

INFO T 0721 387541 Pesaro Musei

MARIOTTO DI NARDO nella pittura fiorentina del tempo

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Mariotto_di_Nardo.jpg28 giugno - 8 dicembre 2014
MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA - PESARO

Dal 28 giugno all'8 dicembre, grazie ad uno scambio d’eccezione tra i Musei Civici di Pesaro e la Galleria dell'Accademia di Firenze, la Sala Bellini di Palazzo Mosca ospita due capolavori di Mariotto di Nardo con un allestimento particolare che va ad ampliare la sezione dedicata al Gotico Internazionale.

Le opere provenienti dalla Galleria dell'Accademia, Madonna dell'Umiltà celeste fra i Santi Stefano e Reparata (tempera su tavola, 1400 ca.) e la Crocifissione e quattro storie di San Nicola (tempera su tavola, 1415-1419), unitamente al trittico di Mariotto di Nardo, Madonna con Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Francesco, delle collezioni civiche, consentono di indagare un periodo storico-artistico poco noto, relativo al viaggio a Pesaro, nel 1400, del pittore fiorentino più in voga al momento, accompagnato dal suo giovanissimo aiutante Lorenzo Ghiberti.

Completa inoltre l’allestimento una seconda opera significativa della Sala Bellini: la Crocifissione di Cristo (tempera su tavola, 1400-1410) di Piero di Giovanni detto Lorenzo Monaco, pittore toscano in contatto con Mariotto di Nardo già dagli anni novanta del Trecento.

LA MEMORIA DEL PRESENTE Capolavori dal Novecento Italiano

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Cover2.jpg22 giugno - 2 novembre 2014
MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA - PESARO

Protagonista dell’estate pesarese, la grande mostra LA MEMORIA DEL PRESENTE Capolavori dal Novecento Italiano è allestita ai Musei Civici di Palazzo Mosca dal 22 giugno fino al 2 novembre 2014.

Nata dalla collaborazione tra Musei Civici, Comune di Pesaro, Sistema Museo e Popsophia Festival del Contemporaneo, patrocinata da Consiglio Regionale delle Marche e Provincia di Pesaro-Urbino e con il sostegno di Banca dell’Adriatico, l’esposizione si deve alla disponibilità dalla Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata che ha generosamente prestato numerosi capolavori della preziosa collezione di Palazzo Ricci.

Oltre ai capolavori della Fondazione Carima, la mostra annovera alcuni prestiti da prestigiose collezioni private che integrano il percorso espositivo con alcune opere emblematiche. Tra queste il bellissimo Ritratto di signora di Giorgio de Chirico, un dipinto degli anni venti dove il naturalismo dell'artista raggiunge l'apice di un'intonazione delicatamente armoniosa e dove lo sguardo malinconico del soggetto rimanda alle atmosfere metafisiche di una memoria ancestrale.
Da segnalare inoltre una sequenza straordinaria di opere di Filippo De Pisis, uno dei rari dipinti ancora figurativi di Giuseppe Capogrossi del 1941 e una bella composizione astratta di Bice Lazzari del 1956.

Una mostra sul Novecento con dipinti e sculture di importanza internazionale per raccontare un secolo “impetuoso”, in pieno movimento, stravolto da due conflitti mondiali e che nell'arte trova il luogo ideale per esprimere tutte le sue vicissitudini.

FIVE WORDS FOR THE FUTURE

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FiveWordsForTheFuture_530_x_310.jpg24 – 29 giugno 2014
MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA - PESARO

In occasione della 50a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, Pesaro Musei presenta un interessante video sui linguaggi della contemporaneità realizzato dell’Accademia di Belle Arti di Urbino dal titolo FiveWordsForTheFuture, allestito dal 24 al 29 giugno (ingresso libero) a Palazzo Mosca.

Alcune persone sono state intervistate, chiedendo loro di esprimere e giustificare cinque parole chiave per il futuro, poiché pensarsi, immaginarsi e proiettarsi in avanti nel tempo, è una condizione innata della natura umana. Nella proiezione le parole si allontaneranno verso l’alto, in un futuro vago e opaco che, tuttavia, conserva una proprietà: il colore, simbolo di ciò che stiamo già costruendo.

Il progetto di Giorgia Benvenuti è parte di un progetto più esteso che si concluderà con la mostra multimediale di materiali audiovisivi: CINQUE PAROLE PER IL FUTURO / FIVE WORDS FOR THE FUTURE, l'arte come filosofia della contemporaneità, organizzata dall'Accademia di Belle Arti di Urbino e partners europei, in programma ai Musei Civici di Pesaro da ottobre 2014 a gennaio 2015.

INFO T 0721 387541 Pesaro Musei

COMUNICATO STAMPA

IL NOVECENTO AI MUSEI CIVICI DI PALAZZO MOSCA

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Ciro_Cancelli_800x600.jpg13 giugno 2014
MUSEI CIVICI E PIAZZA TOSCHI MOSCA - PESARO

Venerdì 13 giugno 2014 si è aperta la sezione di Palazzo Mosca dedicata al XX secolo: lo spazio accoglie donazioni da parte della comunità, non solo locale. Il pubblico potrà ammirare quadri e disegni di maestri pesaresi, i vetri della collezione Vinciguerra, i gioielli di Adriano Perlini.

Spazio dinamico e aperto al territorio in cui vivono, i Musei Civici non si fermano mai e offrono sempre buoni motivi per essere visitati. L'allestimento nel piano ammezzato di Palazzo Mosca propone opere locali e non solo, e nasce ancora una volta sotto il segno di un gesto davvero prezioso: la donazione. Se si guarda la storia cittadina, a Pesaro il "bisogno" di donare ai musei ha una tradizione ben consolidata; gran parte del patrimonio civico si è costituito con lasciti di privati - una su tutti la marchesa Vittoria Mosca - che in epoche diverse hanno pensato che i loro tesori dovessero aprirsi alla fruizione pubblica per aumentarne bellezza, civiltà e istruzione.