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RENATA TEBALDI Ritratto di una diva

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Tebaldi Pesaro 1920 1080 B9 luglio - 18 settembre 2022
MUSEO NAZIONALE ROSSINI - PESARO

Dal 9 luglio al 18 settembre, al Museo Nazionale Rossini, da vedere la mostra “Renata Tebaldi. Ritratto di una diva”, omaggio alla cantante pesarese, icona Italiana universalmente riconosciuta, nell’ambito di Tebaldi100 Celebrazioni mondiali del Centenario della nascita del grande soprano.

Organizzata dal Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza con il sostegno della Regione Marche, in collaborazione con Museo Renata Tebaldi, Renata Tebaldi Fondazione Museo e Sistema Museo, l’esposizione, a cura di Alfredo Corno, offre l’opportunità di scoprire Renata Tebaldi (Pesaro 1922 – San Marino 2004) come artista e come donna fortemente determinata, ricca di fascino, sensibile all’attrazione esercitata dal lusso, ma non priva di umane fragilità; un percorso tra abiti di alta moda, costumi, ritratti, fotografie, accompagnato dal sottofondo musicale della sua voce, prodigioso talento che sapeva come modulare per far vibrare le corde delle emozioni.

In mostra alcuni magnifici costumi di scena disegnati da Nicola Benois, Beni Montresor e Fujita Tsugui, che documentano i personaggi memorabilmente interpretati da Renata, oltre agli abiti da concerto firmati da Rosita Contreras, la sua stilista personale, e da George Stavropoulos, noto per aver vestito Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor e Barbara Streisand, e ancora, abiti di Hanae Mori, stilista giapponese che ha vestito Grace di Monaco, la Principessa Masako e Imelda Marcos. Tutti capi preziosissimi che ricordano le indimenticabili ‘soirées musicales’ – come le avrebbe chiamate Gioachino Rossini, l’ospitale padrone di casa – affiancati da alcuni abiti da giorno, non privi di firme ben note, come quella di Pikenz.

PU.Ra Pesaro Urbino razionalista

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PU.RA24 giugno - 23 ottobre 2022
PALAZZO MOSCA - MUSEI CIVICI - PESARO

Dal 24 giugno al 23 ottobre a Palazzo Mosca – Musei Civici, PU.Ra (acronimo che si scioglie in ‘Pesaro-Urbino Razionalista’) la mostra che prende le mosse dall’operazione di restyling appena conclusa del Palazzo del Comune, edificio razionalista progettato negli anni ’40 dall’ingegner Cesare Pascoletti. L’intervento sulla sede comunale è stato realizzato dallo studio WAR, che firma insieme ad Anton Giulio Onofri anche il progetto espositivo a cura di Marcello Smarrelli. L’esposizione è promossa dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza, Sistema Museo, Fondazione Pescheria, Liceo Artistico F. Mengaroni.

Partendo dalla sede dell’amministrazione comunale pesarese, e allargandosi ad altre costruzioni della provincia che appartengono allo stesso periodo storico, PU.Ra intende generare intorno agli edifici indagati quel sovvertimento di senso che ne muta radicalmente la percezione e consente all’arte di riemergere in tutta la sua bellezza dalle macerie della storia.

Tutto nasce dal restauro del Municipio, spunto creativo che ha generato la necessità di riconoscere a posteriori la bellezza e le qualità di pregevoli architetture civiche del territorio, slegandole dal contesto storico che le ha viste nascere e in cui vennero utilizzate anche come strumenti di consenso e propaganda politica. Caratterizzati da materiali di pregio e raffinate proporzioni compositive e collocati di diritto nel momento felice dell’arte grazie alla cura dei dettagli e allo sviluppo costruttivo, questi esempi di Razionalismo in architettura hanno dovuto fare i conti con la storia, in quanto testimonianze concrete del regime fascista.

Circoscrivendo il campo d’indagine alle città di Pesaro, Urbino e Fano, l’obiettivo della ricerca è stato quello di porre sotto una nuova luce un corpus selezionato di edifici pubblici ben conosciuti e frequentati, innescando un dialogo tra le fotografie e le sculture ceramiche.

SIENA - Aperto il cantiere di restauro della Sala del Buongoverno

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Cantiere restauro Buongoverno Siena TCOMUNE DI SIENA

Il Comune di Siena ha aperto il cantiere di restauro della Sala del Buongoverno, a Palazzo Pubblico, e dal prossimo ottobre i visitatori potranno assistere al lavoro degli esperti e ammirare il capolavoro da molto vicino.

Un’opportunità unica per comprendere la tecnica pittorica di Ambrogio Lorenzetti e un’occasione di rilancio di tutto il circuito museale senese che comprende, fra gli altri, il Museo Civico e lo straordinario complesso di Santa Maria della Scala, oltre alla Pinacoteca Nazionale e all’Archivio di Stato.

 Il Comune di Siena ha dato il via al cantiere finalizzato al restauro dell’Allegoria e Effetti del Buono e Cattivo Governo, affrescati nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti nella Sala della Pace del Palazzo Pubblico. Un cantiere di nuova concezione - installato a marzo di quest’anno - pensato non solo come laboratorio di indagine e intervento da parte degli addetti, ma anche come ‘luogo della conoscenza’ e dello studio dell’arte, aperto e fruibile dal pubblico.

Dal prossimo ottobre, dopo le prime indagini diagnostiche - attualmente in corso - e l’inizio dell’intervento manutentivo a porte chiuse, sarà infatti possibile prenotare speciali visite guidate con i restauratori che illustreranno il lavoro degli esperti e le azioni più idonee alla salvaguardia di questo sommo capolavoro. Non solo, accedendo alle impalcature, il ciclo pittorico che ha contribuito a rendere Siena celebre nel mondo, potrà essere ammirato da molto vicino, ad altezza uomo, cogliendo il fascino di dettagli e particolari; una prospettiva privilegiata e straordinaria.

Il progetto vuole essere educativo e divulgativo con l’intento di riportare attenzione sul tema della protezione e della cura del nostro patrimonio artistico, che non finisce mai di svelarsi e di sorprendere. Allo stesso tempo, la possibilità di visita al ‘cantiere aperto’ diventa un’occasione di rilancio turistico e culturale di tutto il circuito museale cittadino. Oltre al Palazzo Pubblico, sede del Museo Civico, con le pregiatissime sale affrescate, l'itinerario coinvolge il complesso Santa Maria della Scala, l’antico ospedale medievale ubicato sulla collina del Duomo, che ospita anche il Museo archeologico nazionale, la Pinacoteca Nazionale, scrigno dei capolavori della pittura senese, e l’Archivio di Stato, custode della preziosa collezione delle biccherne senesi. Tutti luoghi di inestimabile valore storico, ricchissimi di tesori e opere d’arte.

RENATO BERTINI "VAGUE"

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Fb 1200x628 neutro26 marzo - 15 maggio 2022
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA - PESARO

Il programma espositivo del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro prosegue con un omaggio a Renato Bertini (Pesaro 1939), noto artista pesarese a cui la Fondazione Pescheria, in collaborazione con il Comune di Pesaro, dedica una mostra personale, che inaugura il 26 marzo e sarà visitabile fino al 15 maggio 2022.

Allestita nel Loggiato della Pescheria e nella chiesa del Suffragio, l’esposizione presenta una serie di opere del maestro, riunite sotto il titolo “Vague”, per giocare sul doppio significato di ‘onda’ e ‘vago’, suggerendo quel senso di instabilità e aleatorietà che rappresenta la cifra stilistica di tutta la sua ricerca artistica.

Non lontano dal suo studio, Renato Bertini porta in Pescheria le opere pittoriche incentrate sul tema del corpo e del paesaggio, entrambi elementi della natura, intesa come energia esplosiva che, come un’onda, si crea e si disfa e mai permane, quasi una metafora della vita, creando un dialogo tra i dipinti più recenti e quelli del passato, in particolare degli anni ’50 e ’60.

Stefano Graziani "MOSTRA FOTOGRAFICA"

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GRAZIANI 0317 dicembre 2021 - 13 marzo 2022
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA - PESARO

La fotografia torna protagonista al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro con un progetto espositivo di grande rilievo dedicato a Stefano Graziani (Bologna 1971), ospitato nel Loggiato e nella chiesa del Suffragio dal 17 dicembre 2021 al 13 marzo 2022.

Organizzata da Fondazione Pescheria, in collaborazione con il Comune di Pesaro, l’esposizione intitolata “Mostra fotografica” costituisce il terzo capitolo di un ciclo di dialoghi per immagini a cura di Alessandro Dandini de Sylva.

Dopo “Qualsiasità” del 2017, confronto generazionale tra il maestro della fotografia contemporanea Guido Guidi e i suoi allievi (Ballardini, Fabbri, Frantini, Galvani, Neri, Nostri) e “Le forme del tempo” del 2019, viaggio nel cuore dell’uomo e del nostro pianeta attraverso le immagini di Fabio Barile e Domingo Milella, l’appuntamento del 2021 è con la ricerca fotografica di Stefano Graziani, intesa come strumento di catalogazione, narrazione e reinterpretazione, che per l’occasione ha coinvolto anche i depositi dei Musei Civici di Pesaro.

La raccolta presentata in mostra include opere dell’artista provenienti da diverse linee di ricerca, alcune degli anni passati (l’architettura e le collezioni museali), altre più recenti (i funghi e gli atleti in allenamento) e particolarmente interessante è il nesso, a volte sottile altre volte più articolato e complesso, che lega le immagini tra loro, in un continuo gioco di evocazioni e corrispondenze. Spiega Stefano: "Il titolo ‘Mostra fotografica’ non vuole generare alcuna prefigurazione riguardo i contenuti della mostra, oltre all’evidenza che si tratti di fotografie. Questo nuovo lavoro intercetta alcune direzioni e idee del passato includendole in una serie che apre prospettive per i progetti futuri. Una sequenza pensata in maniera specifica per la Pescheria di Pesaro e il suo spazio. La maggioranza delle fotografie esposte non sono mai state mostrate o pubblicate, non hanno un tema particolare che le unisce, ne hanno molti e tutti sono visibili”.