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OSCAR PIATTELLA “Quando nasce l'azzurro”

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Oscal Piattella con Luca Bucari Foto MazzaccheraSabato 26 novembre 2022
SPAZIO MADE IN TOMBOY - SENIGALLIA (AN)

Sabato 26 novembre, alle 17, presso lo Spazio Made in Tomboy di Senigallia (AN) inaugura la mostra di Oscar Piattella “Quando nasce l’azzurro”, patrocinata dal Comune di Senigallia; prima tappa di “Incursioni”, progetto espositivo a cura di Alberto Mazzacchera che intende proporre una serie di eventi annuali per far dialogare le arti in sedi ‘non convenzionali’. “Incursioni” prende il via con il binomio arte/moda, scintilla d’avvio per un incontro davvero felice: quello tra Oscar Piattella appena insignito del Premio Marche 2022 - artista di fama internazionale da sempre attento e pronto a sperimentare i materiali - e il designer senigalliese Luca Bucari, fondatore con uno staff di grande talento, di “madeintomboy”, brand di alta moda che racconta la passione assoluta per il denim. In occasione dell’inaugurazione, in programma una conversazione con Piattella e Bucari cui seguirà la presentazione del curatore.

L’esposizione di Piattella a Senigallia è ‘una mostra inevitabile’ - così la definisce Mazzacchera perché risultato di una sintonia perfetta – e offre al pubblico una porzione di produzione artistica (21 opere in totale) caratterizzata dalla scelta di tele in jeans come materia e dell’azzurro come tavolozza principale, entrambi evidenti richiami alle collezioni firmate “madeintomboy”.

Pur nella differenza dei materiali, si tratta di opere storiche che appartengono alla lunga stagione dei muri - di cui una prima serie esposta nel 1958 alla Galleria L’Ariete di Milano a cura di Franco Russoli e nel 1960 a Roma alla Galleria La Medusa – segnate da una profonda attrazione per la luce e la sua energia ma anche da un’esigenza forte di tridimensionalità e spazialità. Tema centrale nel Novecento, il muro viene interpretato da Piattella lungo due direttrici fondamentali: da una parte è barriera costruita dall’uomo contro le libertà che hanno flagellato a lungo i popoli europei del XX secolo, dall’altra rappresenta invece una porta d’accesso all’universo interiore.
Da una calibrata ricerca di infinite gradazioni di colore nascono poi le opere della seconda metà degli anni Ottanta in parte dominate dagli azzurri che spesso diventano superficie fluida dalla leggerezza impalpabile. D’altra parte, proprio a questo cromatismo Piattella ha dedicato nel 2000 Azzurro, blu, celeste (Milano, Unaluna), preziosa antologia con tavole fuori testo e rilievi a secco dove osserva: “se distillassimo tutti i mari del mondo non rimarrebbe un accenno del loro azzurro”…, inutili sarebbero “le nostre reti di seta” gettate sui fondali, finché ci si renderebbe conto “che un po’ di quella materia è lì, fusa con il colore del nostro sangue, come in un sogno, come il sogno di quella stessa materia”. Si torna dunque ancora alla materia che per Piattella, ben sublimata dalla luce, è così potente da suggestionare l’inconscio e spalancare orizzonti mentali nuovi.

SIENA - PER NATALE APRE AL PUBBLICO IL CANTIERE DI RESTAURO DELLA SALA DEL BUONGOVERNO

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Cantiere restauro Buongoverno Siena persone1 dicembre 2022 - 31 gennaio 2023
PALAZZO PUBBLICO - SIENA

Il cantiere per il restauro dell’Allegoria e Effetti del Buono e Cattivo Governo nel Palazzo Pubblico di Siena aprirà al pubblico dal 1 dicembre 2022 fino al 31 gennaio 2023, con speciali visite guidate, nell’ambito delle iniziative organizzate dal Comune di Siena per il periodo natalizio: “L’arte illumina il Natale: a Siena tra emozioni e sostenibilità”.

Il celebre ciclo che si dispiega sulle pareti della Sala della Pace, affrescato da Ambrogio Lorenzetti tra il 1338 e il 1339, è tra i massimi capolavori del medioevo italiano e da marzo è oggetto di un complesso progetto di manutenzione conservativa, promosso dal Comune con l'alta vigilanza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

Nella sala è stato istallato un ponteggio di concezione innovativa: innalzando il piano di calpestio di circa 2 metri e mezzo dal livello del pavimento, consente una visione diretta a 360 gradi dei dipinti, permettendo ai tecnici e ai restauratori una valutazione complessiva accuratissima. Un cantiere pensato altresì come ‘luogo della conoscenza’ e dello studio dell’arte da una straordinaria posizione privilegiata.

Dopo le indagini diagnostiche a porte chiuse, per due mesi si potrà accedere in sicurezza alle impalcature allestite per il restauro e scoprire o riscoprire i rinomati affreschi, godendo dell’opportunità unica di ammirarli da vicino. A pochi metri, sarà possibile osservare nella sua interezza questa meravigliosa opera d’arte e soffermarsi su grandi e piccoli dettagli, impossibili da cogliere dalla consueta distanza.

Per consentire una visita approfondita e per mantenere la sicurezza all’interno del cantiere, le visite saranno divise per gruppi limitati di persone accompagnate da guide esperte che oltre al racconto di storia, contenuti e significato dell’opera, spiegheranno il grande lavoro conservativo in corso.

INCONTRO con Ugo Mellone - WPY 57

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ugo mellone Sabato 19 novembre 2022
CASA DELLA CULTURA - MILANO

Proseguono gli incontri di approfondimento con i grandi fotografi naturalisti italiani, organizzati dall’Associazione culturale Radicediunopercento in occasione della mostra Wildlife Photographer of the Year 57, a Palazzo Francesco Turati fino al 31 dicembre.

Sabato 19 novembre alle 21, alla Casa della Cultura sarà ospite Ugo Mellone, vincitore di categoria al WPY nel 2015, che attraverso i suoi scatti racconterà Il deserto del Sahara: biodiversità al limite.

Gli ambienti aridi sono tra i più sottovalutati dal punto di vista della conservazione. Le grandi organizzazioni ambientaliste si focalizzano su ecosistemi molto più attraenti per il grande pubblico, come le foreste tropicali e gli oceani. Si pensa al Sahara solo come a una superficie infinita di sabbia. In realtà, questa regione ospita paesaggi eterogenei e ricchi di biodiversità, popolati anche da grandi mammiferi adattati a condizioni estreme, oggi purtroppo in forte decremento. Durante numerose spedizioni, Ugo Mellone ha esplorato le dune e le pietraie del deserto alla ricerca di queste specie estremamente scarse e schive che ha fotografato svolgendo lunghi appostamenti e preparando sistemi di foto-trappola. Risultato di questo progetto è inoltre il libro "Sahara erg | reg", pubblicato con il patrocinio della ONG  Sahara Conservation.

INCONTRO con Bruno D'Amicis - WPY57

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DAmicis Polymitas 1Sabato 22 ottobre 2022
CASA DELLA CULTURA - MILANO

In occasione della mostra Wildlife Photographer of the Year 57, in corso a Palazzo Francesco Turati fino al 31 dicembre, tornano i seguitissimi incontri di approfondimento con i grandi fotografi naturalisti italiani, organizzati dall’Associazione culturale Radicediunopercento.

Sabato 22 ottobre alle 21, alla Casa della Cultura sarà ospite Bruno D'Amicis, più volte premiato in tutto il mondo, vincitore al WPY nel 2014 e nel 2021, con lo scatto Endangered trinkets (Fotogiornalismo), da vedere in mostra.

Appassionato da sempre di natura e di fotografia dal 1994, Bruno ha viaggiato per l’Italia e per il mondo documentando con la sua macchina fotografica incontri emozionanti e storie avvincenti.  La presentazione intitolata Polimitas, le chiocciole più belle del Mondo seguirà i suoi passi alla ricerca delle polimitas nella punta orientale di Cuba e nel Parco Nazionale Alexander von Humboldt, caratterizzato da ambienti straordinari e molte specie endemiche. Si spazierà dalla fotografia alla conservazione, dalla storia alla biogeografia insulare.

In questo territorio ricco e selvaggio, vivono sei specie di chiocciole uniche. Si tratta del genere endemico Polymita, che racchiude le “lumache” più belle in assoluto per colori e disegno del guscio. Il loro ristretto areale di distribuzione, le stringenti necessità ecologiche e il traffico clandestino dei gusci, fanno sì che queste specie siano ad elevato rischio d’estinzione. Ma non tutto è perduto e alcuni scienziati cubani stanno cercando di trovare soluzioni per garantire un futuro a questi molluschi così speciali.

"WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR" 57 A MILANO

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Locandina WPY 2022 Web30 settembre - 31 dicembre 2022
PALAZZO FRANCESCO TURATI - MILANO

Anche quest’anno arriva a Milano Il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, ospitata negli spazi di Palazzo Francesco Turati in via Meravigli 7 (zona Cordusio) dal 30 settembre al 31 dicembre 2022. Decima edizione nel capoluogo lombardo, organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, con il patrocinio del Comune di Milano.

Amatissima dal pubblico, l’esposizione presenta le 100 immagini premiate alla 57ª edizione del concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra che ha visto in competizione quasi 50.000 scatti provenienti da 96 paesi, realizzati da fotografi professionisti e dilettanti.

Le foto finaliste e vincitrici sono state selezionate alla fine dello scorso anno da una giuria internazionale di esperti, in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica, e ritraggono animali e specie in estinzione, habitat sconosciuti, comportamenti curiosi e paesaggi da tutto il pianeta; la natura meravigliosa e fragile, oggi più che mai da difendere e preservare.

Vincitore del prestigioso titolo Wildlife Photographer of the Year 2021 è il biologo francese e fotografo subacqueo Laurent Ballesta con Creation. Lo scatto ritrae un branco di cernie che nuotano in una nuvola lattiginosa nel momento della deposizione delle uova a Fakarava, Polinesia francese: momento unico, che si verifica solo una volta all’anno, durante la luna piena di luglio, e sempre più raro dato che la specie è in via di estinzione minacciata dalla pesca intensiva. La laguna polinesiana è uno dei pochi posti in cui questi pesci riescono a vivere ancora liberi, perché è una riserva e, per fotografarli, Ballesta ha fatto appostamenti per 5 anni insieme a tutto il suo team.

Il giovane indiano Vidyun R. Hebbar è il vincitore del Young Wildlife Photographer of the Year 2021 con la foto Dome home che raffigura un ragno all’interno di una fessura in un muro.

Tra i vincitori di categoria troviamo l’aostano Stefano Unterthiner, con lo scatto Head to head (Comportamento dei mammiferi). Altri quattro fotografi italiani hanno ricevuto una menzione speciale: i giovani Mattia Terreo, con Little grebe art (Under 10 anni), e Giacomo Redaelli, con Ibex at ease (15-17 anni)), oltre a Georg Kantioler, con Spot of bother (Urban Wildlife) e Bruno D'Amicis, con Endangered trinkets (Fotogiornalismo).