"RACCONTO CONCERTO" A URBINO, FANO, PESARO

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Racconto Concerto Pesaro Fano urbino15 - 16 - 21 settembre 2018
Palazzo Ducale, Sale del Castellare - URBINO 
Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti - FANO

Palazzo Mosca - Musei Civici - PESARO

La Mostra del Pianoforte Storico e del Suono, evento nell’evento all’esposizione “Rossini 150” diffusa tra Pesaro, Urbino e Fano, sta riscuotendo grande successo grazie agli speciali incontri musicali organizzati ogni weekend nelle tre sedi.

Durante l’estate, il pubblico ha partecipato numeroso ed è rimasto affascinato dalle serate-concerto proposte da Accademia dei Musici che ha portato in mostra tredici antichi strumenti, da fine Settecento ai primi del Novecento, completamente restaurati e funzionanti, provenienti in gran parte dalla “Collezione Claudio Veneri” del Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Fabriano. Strumenti che presentano i marchi dei Maestri, tra cui il Pleyel prediletto da Gioachino, e che si integrano perfettamente nel percorso rossiniano contribuendo a rendere omaggio al celebre compositore, a partire dai legami con la sua terra di origine.

Gli appuntamenti proseguono anche in autunno e, a scopo promozionale, a settembre sono in arrivo tre serate “open”, a ingresso libero per tutti. L’invito è a partecipare al Racconto Concerto: “Io, Gioachino Rossini e il Pianoforte”, suggestiva narrazione della storia della vita e delle opere del Cigno che si intrecciano con il pianoforte, nelle seguenti date: sabato 15 settembre a Urbino, Palazzo Ducale, Sale del Castellare; domenica 16 settembre a Fano, al Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti e venerdì 21 settembre a Pesaro, Palazzo Mosca – Musei Civici. Il concerto inizia alle 21.30 (consigliata la prenotazione).

Il Racconto Concerto si terrà successivamente come di consueto, con biglietto, ogni fine settimana nelle tre sedi. Inoltre, solo a Pesaro, il sabato e la domenica (h 19.30) si può assistere alle “Visite Musicali nella Storia del Pianoforte”, un vero e proprio viaggio nella storia dell'evoluzione dello strumento e, parallelamente, in quella dei compositori, Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Debussy Verdi e ovviamente Rossini. Brani da ascoltare nella sonorità originale grazie alle esecuzioni di un pianista-concertista che guiderà la visita facendo vivere ai visitatori emozioni assolutamente straordinarie

Concerti e visite musicali rientrano nel progetto espositivo “Rossini 150”, nella prospettiva di supportare e valorizzare il patrimonio artistico del territorio marchigiano, coinvolgendo altresì le aree colpite dall’ultimo sisma, dove opera il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, al fine di incentivarne la riscoperta e lo sviluppo turistico.

INFO PESARO MUSEI

MATTEO NASINI Neolithic Sunshine

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1200x700 Pesaro Musei bassa21 luglio - 7 ottobre 2018
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA - PESARO

Dal 21 luglio al 7 ottobre 2018, la Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive di Pesaro presenta "Matteo Nasini. Neolithic Sunshine", prima personale dell'artista in un’istituzione museale italiana, interamente concepita per l’occasione.

La mostra, a cura di Marcello Smarrelli, comprende numerose opere scultoree e installazioni sonore, caratterizzate da alcuni aspetti ricorrenti nella poetica dell’artista: il suono e le sue origini, l’impiego di pratiche manuali lente, la sperimentazione tecnologica.

Come suggerisce il titolo, l’esposizione propone un salto all’indietro di alcune decine di migliaia di anni, epoca a cui risalgono i primi ritrovamenti di parti animali impiegate come strumenti musicali.

L’artista ha individuato e selezionato, dalle collezioni di alcuni importanti musei di storia naturale, reperti di fossili animali riconducibili alle prime forme di strumenti acustici: zanne, corna, ossa sono state scansionate e riprodotte in ceramica con una stampante 3D, per essere trasformate in sculture sonore. Oltre alle qualità formali, questi strumenti rudimentali, che rimandano a un immaginario arcaico e ancestrale, mantengono la loro funzione intrinseca nel potenziale sonoro.

L’installazione Neolithic Sunshine, realizzata nella Chiesa del Suffragio, è un sound piece composto dall’artista ed eseguito da un ensemble di musicisti utilizzando le riproduzioni degli strumenti preistorici. Il brano prende ispirazione dalle più antiche pratiche musicali conosciute – dai riti stagionali e di fertilità, all’idea di suono creatore del mondo, fino alla sua trasformazione in parola – per elaborarle in una composizione polifonica dal carattere narrativo ed evocativo.

MOSTRA ROSSINI 150 Pesaro - Urbino - Fano

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ROSSINI 15012 luglio - 18 novembre 2018
PESARO - URBINO - FANO

Grande evento dell’estate 2018 a Pesaro, Urbino e Fano, nelle Marche, dal 12 luglio al 18 novembre, la mostra diffusa “Rossini 150” rende omaggio ad uno dei più importanti compositori della storia a partire dai legami con la sua terra di origine.

Nell’anno delle celebrazioni per i 150 anni trascorsi dalla morte di Gioachino Rossini (Pesaro 29 febbraio 1792 – Parigi 13 novembre 1868), dichiarato per legge “anno rossiniano”, l’esposizione è stata ideata dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane, è promossa da Comune di Pesaro, Comune di Urbino, Comune di Fano, in collaborazione con la Regione Marche, e organizzata da Sistema Museo.
Un progetto inter-istituzionale che conferma una proficua visione allargata e condivisa nella promozione territoriale - già sperimentata e avvalorata dal successo della precedente mostra diffusa “Rinascimento Segreto” - in grado di favorire la costruzione e l'affermazione di un'identità forte, la valorizzazione dei beni culturali e l’incentivazione del turismo.

L’evento si avvale inoltre dell’importante collaborazione con la Fondazione G. Rossini, il Conservatorio Statale di Musica “Gioachino Rossini”, il Rossini Opera Festival, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, istituzioni pesaresi, e con il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, struttura artistico musicale di ricerca e divulgazione della musica classica, che opera principalmente nelle Marche.

Articolato in tre sedi, il percorso “Rossini 150” mantiene una omogeneità di fondo ed esplora aspetti particolari della vita, dell’opera, dei luoghi e più in generale del tempo di Rossini. L’allestimento suggestivo e originale offre al visitatore un’esperienza unica. Un viaggio nel mondo rossiniano per scoprire la figura del maestro nella versione più completa e autentica possibile.

UNA FAMIGLIA FRANCESCE 1943/1962 ipotesi per un film

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Famiglia francese16 giugno – 26 agosto 2018
SCALONE VANVITELLIANO – PESARO

Con l’estate 2018 e in occasione dell’apertura della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, riparte la stagione espositiva dello Scalone Vanvitelliano, sede del circuito Pesaro Musei dedicata ad eventi di cultura fotografica. Un nuovo ciclo di mostre realizzate con il sostegno della Regione Marche e organizzate dall’Associazione culturale Macula, sotto la direzione artistica di Alessandro Giampaoli.

Sabato 16 giugno alle 18, inaugura la prima mostra “Mauro Santini. Una famiglia francese, 1943/1962, ipotesi per un film”, sostenuta del Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza in collaborazione con Sistema Museo, che sarà visitabile fino al 26 agosto.

Tutto nasce con un cofanetto di latta, ritrovato a Parigi, al mercatino delle pulci di Porte de Clignancourt. All’apparenza vuoto, conteneva invece circa 1200 negativi che ritraggono la vita di una famiglia francese: la storia inizia nel 1943, con un matrimonio e la successiva nascita di un bimbo, per terminare nel 1962, anno in cui il figlio della coppia, ormai ventenne, si imbarca in Marina a Brest. Qui si perdono le tracce della famiglia ed il cofanetto termina il suo racconto; qui cominciano le ipotesi di un film con il regista fanese Mauro Santini, noto per i suoi racconti visivi.

I negativi sono catalogati e suddivisi per anni, luoghi, viaggi, piccoli e grandi eventi; colpiscono in particolare le immagini dell’estate 1957, anno in cui la famiglia trascorse le vacanze estive all’Hotel Astoria di Pesaro.

Corpo principale dell’esposizione sono tutti i negativi ritrovati. La scelta di non trasferire in positivo le pellicole, se da un lato limita la visione dei volti dei protagonisti, dall’altro permette di serbare e custodire la vita di questa famiglia, conservandola in un limbo tra l’esposizione e l’oblio, quell’oblio cui era stata relegata dalla deriva del cofanetto.

FRANCIS BACON mutazioni

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Bacon Mutazioni1 giugno - 16 settembre 2018 chiusura anticipata al 10 luglio
PALAZZO BELLONI - BOLOGNA

Con l’estate arriva a Bologna la mostra “Francis Bacon. Mutazioni” dedicata ad uno degli artisti più importanti e discussi del Novecento.

Dopo aver fatto tappa a Torino, l’esposizione realizzata da con-fine Art in collaborazione con la Francis Bacon Collection, è in programma dal 1 giugno al 16 settembre nella prestigiosa sede di Palazzo Belloni, con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Città metropolitana di Bologna e Comune di Bologna.

Circa 70 opere, fra disegni, pastelli e collage, realizzati da Bacon tra il 1977 e il 1992, svelano al pubblico la dimensione intima del suo lavoro nel tentativo di scoprire e dare forma alla condizione psicologica e interiore dell’uomo contemporaneo.

“Mutazioni”, a cura di Gino Fienga, è un vero e proprio viaggio intorno alla figura umana, un’indagine in cui personaggi, papi e crocifissioni non sono più solamente solitari protagonisti del proprio spazio ma diventano, altresì, una grande metafora della vita: allegoria della mutabilità delle cose, della volubilità delle emozioni, dell’incapacità delle persone di essere sempre ‘vere’.

Attraverso i suoi tratti potenti, Bacon accompagna il visitatore in un percorso visionario dove si incontrano demoni e verità, dolori e contraddizioni della coscienza che condensano in sé il disagio e l’inquietudine della società del XX secolo.

In questa folla di personaggi, forse una folla di tanti se stessi, emerge una profonda solitudine e una ricerca costante di risposte e di certezze che, probabilmente, non sono mai arrivate.

Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992), intervistato da David Silvester, suo biografo ufficiale, affermava di non avere mai fatto disegni preparatori per i suoi dipinti, ma era ugualmente vero che fin dall’inizio della sua carriera era solito disegnare e lo aveva continuato a fare, riservatamente ma sistematicamente, per tutta la vita.

Come ha scritto Edward Lucie-Smith – uno degli storici dell’arte più conosciuti e apprezzati a livello internazionale – i disegni ed i pastelli sono “opere complete”, che si inseriscono a pieno titolo nell’iconografia dell’artista anglo-irlandese, il quale, negli ultimi anni, rivisitò i temi che aveva in precedenza sperimentato, provando nuove strade formali.